Gli ombrelloni di Cristicchi a Recco…

Dopo lo spettacolo di cabaret della sera di Ferragosto con i Papu, “Palco sul Mare Festival 2006” porta venerdì 18, alle ore 22, un grande concerto gratuito di musica italiana sulla rinnovata passeggiata a mare di Recco. Per la cittadina del Golfo Paradiso che quest’anno costituisce la novità tra le locations della manifestazione, il direttore artistico Massimo Garbarino ha pensato ad un musicista che rappresenta anch’esso una apprezzata novità nel suo campo: il giovane Simone Cristicchi.

Vera rivelazione nel panorama recente della musica italiana, Simone Cristicchi è un artista dalle potenzialità straordinarie e in gran parte ancora sconosciute al grande pubblico, che lo conosce soprattutto per il tormentone dello scorso anno “Vorrei cantare come Biagio”. Il brano, originale e scanzonato, esce nell’aprile 2005, dopo una fortunata anteprima al Palalottomatica proprio in apertura del concerto di Antonacci, e catapulta in un attimo Simone su tutte le radio ed i network musicali, fino a portarlo alla serata finale del Festivalbar, meta agognata anche nello stesso testo della canzone.

Cristicchi aveva già iniziato la sua carriera nel 1998 sotto i migliori auspici: un’intensa attività live prima con una cover band di Rino Gaetano e in seguito aprendo i concerti di Max Gazze’, Niccolo’ Fabi, Marlene Kuntz, gli aveva già ottenuto molti riconoscimenti dalla critica (il Premio SIAE nel 1998, il Cilindro d’Argento nel 2003).

Dopo il secondo singolo, “Studentessa universitaria”, esce anche il suo primo album “Fabbricante di canzoni” in cui Simone dimostra appieno le sue qualità di cantautore di grande spessore, nonostante i suoi 28 anni e le “canzonette” che lo hanno portato alla notorietà. In realtà Cristicchi dimostra di essere molto diverso dal “fabbricante di canzoni” di cui fa una sarcastica parodia nel suo brano omonimo, che costruisce successi facili ma vuoti: denota anzi una grande sensibilità, sia che si tratti di rievocare con nostalgia una assolata vacanza in un’isola greca, di raccontare un lungo viaggio in treno, di parlare della solitudine di una studentessa fuori sede, o di descrivere le struggenti storie d’amore di un vecchio cellulare rotto separato dalla sua carta Sim o di un custode di un museo per la statua marmorea di Venere. Anche le filastrocche scanzonate ed apparentemente leggere, sono in realtà acute e sarcastiche critiche dei paradossi della vita e degli aspetti più commerciali della nostra società, argute ed appassionate difese delle categorie meno fortunate: i malati psichiatrici, gli immigrati, ma anche semplicemente la sua generazione di giovani “senza”. Vero cammeo dell’album è il brano “Questo è amore”, firmato dal grande Sergio Endrigo e con lui cantato a due voci, pubblicato purtroppo postumo, che testimonia l’ammirazione del grande artista istriano per questo giovane emergente e colloca Cristicchi quale erede della grande canzone d’autore, alla quale è legata la sua formazione.

Non a caso la home page del sito di Simone sciorina una lista di premi e riconoscimenti ottenuti nel corso di poco più di un anno, che sarebbe degna di una carriera pluridecennale: nel 2005 vince il Premio Musicultura ( gia’ Premio Recanati ) e anche la Targa della critica con il brano “Studentessa universitaria” che verrà inserito nell’album di debutto; e’ tra i vincitori del Premio Giorgio Gaber nell’ambito del Festival del Teatro Canzone di Viareggio. Vince ancora il Premio Carosone come migliore canzone ironica; si rivela “artista dell’anno” nel Festival “Dallo Sciamano allo Showman” (Premio Renzo Bigi Barbieri); vince, nell’ordine, il Premio Nielsen, il Premio Charlot (Migliore canzone comica), il Premio Mei (Artista rivelazione), il Premio Internazionale delle Arti Leone d’Argento di San Marco, il Premio della critica di Musica e Dischi per il Miglior album di debutto. “Fabbricante di canzoni” riceve anche critiche lusinghiere dalla stampa specializzata in Italia e all’estero, tra cui, in particolare, quella del settimanale americano “Stylus Magazine” che seleziona il disco come “Album of the Week” (per un disco italiano non accadeva dal 2003).

Da questo primo album, ricco di intuizioni geniali, è tratto anche il pezzo presentato a Sanremo 2006 “Che bella gente”, ballata apparentemente leggera ma con il lucido intento di far riflettere, e l’ultimo singolo “Ombrelloni”, tra le canzoni dell’estate 2006 più scaricate da Internet, nonostante (o forse proprio per) il testo irriverente e bizzarro.

Il concerto di Recco sarà uno spettacolo divertente e provocatorio, interrotto da improvvise incursioni di Rufus, il cinico e maligno alter ego di Simone, che irromperà sul palco impossessandosi del Cristicchi “buono” e romantico. Uno spettacolo in cui il giovane cantautore interpreterà le sue canzoni leggere, ironiche e stralunate, “fabbricate” con cuore ed intelligenza, ed inserirà anche intensi omaggi ai grandi poeti della musica d’autore italiana, maestri ed esempi per questo artista portato al successo dalla propria autoironia e da un grande talento.